ELENCO SOCI ARI GENOVA

a cura di IK1INW (tnx Carlo)

ATV : Amateur TeleVision - Inquadriamo in generale la ATV: di cosa si tratta? Cosa si vede?

1) Che cosa e' la ATV? E' vero che i radioamatori oltre che utilizzare la voce, la telegrafia, la RTTY etc. fanno anche trasmissioni televisive???

In effetti la ATV non e' altro che la trasmissione a livello radioamatoriale di segnali televisivi nelle bande di frequenza ad essi assegnate.

Nulla a che vedere con le normali trasmissioni televisive commerciali che tutti conosciamo: i radioamatori infatti non trasmettono films, musica o concorsi a premi (e, per sgomberare gli ultimi eventuali dubbi, no, nemmeno pellicole a luci rosse....) bensì generalmente immagini (accompagnate dall'audio) di sè stessi riprese con normali videocamere commerciali nei locali ove hanno allestito la propria stazione radioamatoriale. In pratica "si parla" ma allo stesso tempo "ci si vede anche".

In teoria comunque potrebbe venir trasmessa qualsiasi cosa; un esempio per tutti e' l'applicazione di questo tipo di trasmissioni alle radioassistenze che i radioamatori regolarmente prestano sia ad eventi di tipo sportivo come ad esempio rally, corse ciclistiche, gare podistiche etc. come pure nell'ambito delle operazioni legate alla Protezione Civile, in casi ad esempio di alluvioni, esondazioni fluviali oppure, di grandi calamità come i terremoti. L'ausilio del video in questi frangenti può essere determinante ai fini dell'assunzione di decisioni chiave da parte dei responsabili della gestione dell'evento.

Il pubblico in genere e' abituato a considerare il mezzo televisivo come un sistema di diffusione delle informazioni "in un senso solo" ossia dalle emittenti commerciali verso gli utenti finali. In campo radioamatoriale, invece, il sistema televisivo e' utilizzato come un vero e proprio sistema "completo" di ricetrasmissione "a 2 vie" ove dunque ogni stazione attiva in una determinata "conversazione" si alterna nel tempo nelle fasi di ricezione come anche di trasmissione.

Dal punto di vista della pura attività radioamatoriale che, e' bene ricordarlo, può contemplare anche la realizzazione di autocostruzioni (che possono essere dalle più semplici alle più complesse), questo sistema di trasmissione costituisce un ottimo mezzo per scambiare a distanza con altri radioamatori immagini delle proprie realizzazioni per poterne discutere ed eventualmente trarre dei suggerimenti tecnici in senso migliorativo.

Tecnicamente parlando, nella stragrande maggioranza dei casi in campo radioamatoriale si utilizza una configurazione del sistema di ricetrasmissione molto simile a quella utilizzata dalle TV commerciali ossia ci si avvale, al fine di ottenere una copertura territoriale di maggiore estensione, di ponti ripetitori generalmente installati in luoghi tecnicamente strategici come ad esempio cime di montagne, molto spesso in quegli stessi luoghi ove già esistono quelle "foreste di metallo" i cui alberi sono costituiti da pali e tralicci di varia foggia e dimensione. Va detto che il sistema ATV di per sè non richiede, comunque, installazioni mastodontiche nonchè costosissime.

Non e' esclusa la possibilità, in varie modalità che non stiamo qui ad approfondire, del collegamento "diretto" ossia senza l'ausilio del ripetitore in altura, tra due stazioni che si trovino a portata diretta di segnale l'una rispetto all'altra.

Tecnicamente e' anche possibile utilizzare, tra due stazioni, la modalità "full duplex" in base alla quale le due stazioni in collegamento sono entrambe, contemporaneamente, in stato di trasmissione ed in stato di ricezione, il che permette di creare una specie di "circuito chiuso" in cui ciascuna stazione "vede ed ascolta"  ed e' anche "vista ed ascoltata" dall'altra.

2) Come si vede la ATV? 

A questa altra comune domanda si può rispondere su due piani differenti:

- se ciò che si intende chiedere e' "come si veda" la ATV dal punto di vista della pura sensazione visiva possiamo dire che "si vede come una normale TV commerciale" ossia a colori oppure in bianco e nero (a seconda delle telecamere e monitors utilizzati - non e' escluso che nell'ambito di una stessa conversazione vi possa essere una compagine di tipo "misto" ossia qualcuno che trasmetta in B/N e magari riceva a colori e altri che trasmettano e ricevano tutto a colori nonché infine qualcuno che possieda un monitor in B/N vedendo quindi B/N ma trasmetta a colori. Oggigiorno comunque il caso più frequente, per la facilità di reperimento delle apparecchiature, e' che tutti trasmettano e ricevano a colori).

Naturalmente l'effetto visivo sarà in generale più somigliante ad una videoripresa amatoriale casalinga che non ad una produzione Hollywoodiana, in altre parole siate preparati sapendo da prima che e' più probabile che vi troviate sul monitor un personaggio somigliante più al vostro vicino di casa che non al Tom Cruise dei suoi migliori films..... !

- se invece la domanda verte più sul lato "tecnico strumentale" allora dobbiamo innanzitutto dire che per "vedere" la ATV esistono diversi modi.

Anche qui, senza scendere troppo in dettagli ma volendo solo dare una panoramica generale ad uso di tutti, dobbiamo dire innanzitutto che si deve distinguere tra ATV "ANALOGICA" ed ATV "DIGITALE".

 Si, perché anche nel nostro campo amatoriale, seppure  in forma differente, si sta presentando all'orizzonte la prospettiva del "passaggio" dalla ATV analogica a quella digitale. Trattandosi di un argomento se vogliamo "parallelo" a quella della TV commerciale possiamo dare per scontato (più o meno...HI) che tutti sappiano a spanne cosa ciò significhi: in poche parole il "digitale" fa sì che in una stessa "fetta" di spettro radio come ad esempio quella necessitata da un singolo segnale TV analogico, possano essere trasmessi contemporaneamente anche 6 canali digitali. E' immediato capire che con il digitale si possono avere, a parità di porzione di spettro radio disponibile, circa 6 volte tante stazioni in trasmissione. Inoltre la qualità delle immagini, se il segnale ricevuto e' di livello adeguato, e' notevolmente superiore. Il segnale digitale, a differenza di quello analogico, può essere manipolato, compresso, decompresso, migliorato anche via software etc. etc. in maniera significativa a seconda del tipo di risultato che si desideri ottenere, con tutti i vantaggi che questo può comportare.

Il "contro" di questa cosa (c'e' sempre un prezzo da pagare) e' che le apparecchiature per il "digitale" sono molto più complesse da costruire anche se proprio l'esistenza del parallelo con la TV commerciale fa sì che sul mercato specialistico si possano reperire componenti specifici a prezzi ridottissimi. Rimane il problema di "metterli insieme" su alcune schede elettroniche e "farli dialogare e lavorare allo scopo" attraverso, anche, lo sviluppo di software specifico. Qui entra in gioco la spesso sottovalutata o non conosciuta competenza di molti (non tutti) radioamatori i quali, per motivi molto spesso professionali ma anche per puro gusto di apprendere e crescere, hanno conoscenze specifiche approfondite e sono dunque in grado, spesso unendo le competenze, di arrivare al risultato desiderato ossia all' "oggetto misterioso che..... funziona!!!!".

Attualmente (2009) la ATV digitale in Italia, comunque, e' ancora ad un livello "embrionale". Esistono attualmente alcune apparecchiature ricetrasmittenti e relativi ripetitori installati in determinate zone del Paese ma sono ancora in stato sperimentale.

Il futuro comunque quasi certamente farà approdare la ATV al sistema digitale.

Venendo alla ATV analogica, quella del passato e del presente, questa e' molto più "semplice" da riuscire a "vedere". Le apparecchiature, avvalendosi specie nella parte della ricezione di alcuni componenti di derivazione TV commerciale / satellitare, non sono particolarmente complesse da costruire ed anche nel caso che non si abbiano le competenze minime in elettronica che ci permettano di utilizzare il saldatore "con cosciente determinazione" (HI) , non e' difficile riuscire a reperirle già pronte o semipronte. Chiariamo: il sistema di trasmissione televisiva di per sé (nella sua teoria) non e' per nulla semplice mentre lo e' abbastanza "mettere insieme qualcosa che ci permetta di operare decentemente...".

In massima sintesi diciamo che per le ricetrasmissioni ATV amatoriali si utilizza la modulazione di frequenza (FM) anziché la modulazione di ampiezza (AM); questo perché se già la FM richiede, per trasmettere segnali televisivi, una larghezza di banda piuttosto ampia, la modulazione di ampiezza ne richiede molta di più, a parità di segnale trasmesso. Questo per come i due tipi di modulazione sono, intrinsecamente, concepiti. Anche qui esiste una compensazione: per demodulare (ricevere) la FM - che occupa meno banda - bisogna ricorrere a soluzioni circuitali molto più complesse rispetto a quelle che ci permetterebbero di ricevere la AM - che occupa più banda - per la quale un semplice diodo permetterebbe la rivelazione del segnale video. Essendo però le porzioni di banda assegnate al Servizio di Radioamatore limitate nelle loro dimensioni, gioco forza e' di utilizzare la FM se si vuole realizzare la ricetrasmissione in ATV sulle nostre bande di frequenza.

Aggiungiamo però che anche utilizzando FM il radioamatore non può ricetrasmettere in ATV su tutte le bande a sua disposizione; nello specifico in Italia si può fare solo nella banda dei 23 CM (1240 Mhz. per avere una idea, ossia oltre il Ghz) oppure "più su". Questo significa che non e' possibile fare conversazione in ATV con "l'amico americano" come si fa normalmente in onde corte; la portata di queste apparecchiature, dimenticando per un momento l'ausilio dei ripetitori, e' sempre limitata. Anche le potenze in gioco generalmente sono limitate anche se oggigiorno, rispetto al passato, e' possibile aumentarle in maniera significativa a costi ragionevoli; tuttavia anche così la portata del segnale risulterà relativamente limitata. Nel caso ATV aumentare la potenza di una stazione radioamatoriale (non un ponte ripetitore dunque) può essere più utile a migliorare la qualità del segnale trasmesso e quindi ricevuto da una stessa stazione (meno "neve"  per chi riceve) che ad aumentare di molto le distanze coperte anche se, naturalmente, questo molto dipende anche dal tipo di territorio in cui si opera. Transitando invece sui ponti ripetitori ecco che la copertura territoriale aumenta e di molto, diventano normali dei collegamenti tra stazioni che "in diretta" risultano non collegabili.

Per i ripetitori il discorso "potenza" e' un poco differente: maggiore potenza irradiata e' sempre un vantaggio in quanto permette segnali accettabili anche in zone a volte "difficili". Inoltre, un ponte ripetitore potrebbe, in teoria, essere "linkato" (messo in connessione) con un altro o più altri facendo sì che la zona di copertura del sistema complessivo diventi molto maggiore, fino a poter coprire addirittura intere zone del Paese. Ecco allora che maggiore potenza applicata nella tratta di interconnessione tra due ripetitori risulta effettivamente essere importante tanto più quando si parla di "tratte" a microonde (che sono quelle che dobbiamo usare noi radioamatori) per le quali non e' raro che si presentino forme eccezionali di attenuazione propagativa come ad esempio umidita' eccessiva, pioggia intensa, nevicate, modi anomali di propagazione che "consegnano" segnali non presenti normalmente ed altro ancora.

In molti altri Paesi anche nella stessa "Regione 1" di cui fanno parte l'Italia e l'Europa e' possibile operare anche sulla banda dei 430 Mhz.; questo però in Italia non e' fattibile per come e' stata attuata la ripartizione dello spettro delle frequenze ai vari servizi che ne fanno utilizzo (non solo Radioamatori ma anche Forze dell'ordine, Forze Armate, Sanità, Vigili del Fuoco etc. etc. etc. etc.). In banda 430 Mhz. risulta piu' "facile" coprire maggiori distanze in collegamento "diretto".

3) Bene, ma allora come si compone, nel pratico, una stazione tipica ATV? 

Come gia' detto la tipica stazione ATV del radioamatore italiano opera (trasmette e riceve) sulla banda dei 23 CM (1240Mhz). 

IL RICEVITORE: esistono, basicamente, due soluzioni possibili le quali, in massima sintesi sono le seguenti:

 1) ci si procura il progetto di un tipico RX ATV che utilizza come "cuore" del sistema un componente già costruito da case come la Philips ad esempio per la propria linea di ricevitori commerciali. Detto componente, che (per ora) si trova facilmente nei mercatini e fiere radioamatoriali svolge il 95% del "lavoro". Sulla basetta del circuito stampato basterà aggiungere  alcuni semplici componenti "di contorno" che faranno sì che alla fine si abbiano nel ricevitore un ingresso antenna, una boccola di alimentazione, una manopola di sintonia, una uscita   video composito ed una uscita audio. Seguiti alcuni accorgimenti nella costruzione alla fine avremo una antenna per i 1240 Mhz. che convoglierà il segnale ricevuto al ricevitore il quale,   una volta alimentato, a sua volta lo fornirà ad un monitor e gli altoparlanti per la gioia dell'utente.

  2) si e' pigri, anzi pigrissimi e quindi si preferirà recarsi ad una fiera o mercatino radioamatoriale ma anche a qualche negozio di settore per procurarsi un ricevitore satellitare analogico che attualmente, visto il passaggio al digitale, si potrà trovare per pochi soldi. Questo ha il vantaggio, oltre che di coprire direttamente la banda di frequenze in 23 CM assegnate ai radioamatori, di avere anche un telecomando, che si rivela sempre comodo all'uso. Si dovrà programmarlo a dovere nelle frequenze e, anche qui dopo qualche accorgimento necessario    a far si che non "esploda" (HI) si sarà pronti a collegarlo ad una antenna per i 23 CM. Altro vantaggio di questa soluzione e' che generalmente questi ricevitori, se di qualità non proprio infima, permettono all'utente di collegarli non necessariamente ad un monitor con ingresso video composito bensì anche direttamente al bocchettone di antenna di un normale TV in quanto sono dotati di un modulatore UHF a questo preciso scopo. Inoltre generalmente sono dotati di presa SCART per collegamento del VCR o CD recorder, estremamente utile   quando si desiderasse registrare o memorizzare un collegamento. 

IL TRASMETTITORE: anche qui basicamente due soluzioni:

 1) Procurarsi un progetto un po' attuale che permetta il reperimento dei componenti in maniera decentemente accettabile, cosa oggi non così scontata purtroppo. Procedere al montaggio e la taratura secondo i dettami del progetto e poi collegarvi antenna e telecamera per cominciare a trasmettere. In questo caso bisogna tenere presente che spesso i progetti attuali contemplano l'uso di componenti miniatura per montaggio superficiale. Ne esistono di diverse dimensioni ma sono sconsigliati per chi abbia problemi di vista (HI). Inoltre per la taratura e' necessaria strumentazione che lavori sopra il GHZ, cosa che un radioamatore non particolarmente attrezzato certamente non avrà. Sarà quindi necessario trovare qualcuno disponibile (ed in grado...) di controllare l'esecuzione della costruzione e poi procedere alla prima accensione seguita da tarature e calibrazioni varie. 1240 Mhz. sono tanti, siamo nel    campo delle microonde; e' necessario essere precisi e "puliti" nella realizzazione, evitando connessioni "lunghe" e tenendo presente che e' facile imbattersi in autoscillazioni del circuito    che a volte sono un po' complesse da identificare nella loro origine. In definitiva: non impossibile da fare ma e' consigliabile una certa esperienza se si vuol fare da soli senza "fare danni".

 2) Contattare qualcuno che produca un TX ed acquistarlo, pronto per essere collegato all'antenna. Questa seconda, un po' "spiccia" possibilità può essere parzialmente "mitigata" nella  sua crudezza procurandosi invece dei piccoli moduli TX e RX gia' costruiti e funzionanti (basette stampate già assemblate) da inserire artigianalmente in un contenitore da noi scelto. Non  cambia molto nella sostanza ma almeno ci impegna in una parte della realizzazione (scegliere il contenitore, forare, montare connettori, disporre i moduli a piacimento, dare una certa  "estetica" e praticità alla realizzazione e così via; certamente procedere in questo modo può comunque essere gratificante.

4) Perfetto, ora ci penso MA: con questa "passo" anche sui ripetitori?

Ci arriviamo subito!

Intanto diciamo che i ripetitori in ATV non sono come quelli in banda 2M FM. E' più che possibile che in una certa zona ci siano problemi a riceverli e a transitarvi. Questo non tanto perché il ripetitore non funzioni bene o non arrivi in quella zona bensì perché per lavorare al meglio il ripetitore e' comunque bene essere "in ottica" con lo stesso. Ossia: dovrebbe essere possibile "vederlo", ben sia dal tetto del caseggiato, dal proprio balcone, giardino, finestra della cantina, cuccia del cane etc. etc. Va ricordato che, fenomeni propagativi anomali a parte, più si sale in frequenza e più la portata del collegamento e' "ottica" ossia i due punti da collegare si devono potere, teoricamente, "vedere". Questo vale anche per i ripetitori anzi: a maggior ragione per essi. Questo perché il ripetitore ATV funziona, normalmente, non solo su due frequenze differenti in entrata e in uscita (come tutti i ripetitori fanno peraltro) bensì, spesso, addirittura su due bande differenti. Esempio tipico:

- Ingresso del ripetitore: banda 1240 Mhz.

- Uscita del ripetitore: banda 10 Ghz,

L'uscita potrebbe anche essere a 2,4 Ghz o a 5,7 Ghz o altra banda ancora ma ciò sostanzialmente non cambia di molto le cose dal punto di vista della usufruibilità del sistema . Ripetitori concettualmente "avanzati" prevedono ingressi ed uscite su varie frequenze, selezionabili a seconda delle necessità di traffico del momento ma tutti necessitano "visibilità" per essere impegnati. Ciò non significa necessariamente che non si possa impegnare il ripetitore per "riflessione" ma in questo caso la certezza si trasforma in una lotteria ossia che fino a che non si sia terminata la realizzazione dell'apparecchiatura e si cominci a fare delle prove non si saprà se si riuscirà a lavorare il ripetitore. Potrebbe anche non essere possibile.

Per questo e' importante, prima di avviarsi sulla realizzazione di un progetto del genere, studiare bene la situazione "posizione del ripetitore nei miei confronti".

Rimanendo sul caso del repeater con ingresso 23 CM e uscita 10Ghz. a prima vista si potrebbe pensare che questa ultima parte (10 Ghz) sia "inarrivabile" per comuni mortali. Errato! Questa e' probabilmente la parte più semplice da realizzare e non perché non sia effettivamente complicata bensì perché la reperibilità di componenti commerciali disponibili in grandi quantità sul mercato (anche usati) nuovamente ci verrà incontro e svolgerà anche in questo caso il 95% del "lavoro". La tratta a 10 Ghz. e' generalmente DAL ripetitore AL radioamatore; la trasmissione a 10 Ghz., quindi, e' un problema che possiamo lasciare ai mitici "manutentori del ponte" (che approfittiamo per ringraziare per l'ottimo lavoro svolto....). Dunque a noi basterà utilizzare il solito ricevitore satellitare analogico di cui abbiamo accennato prima il quale però questa volta andrà collegato ad un convertitore per TV Satellite sempre di tipo analogico che andrà leggermente modificato all'interno ma in maniera molto semplice, tenendo presente che nei mercatini c'e' sempre o quasi chi li vende già modificati. La modifica consiste nel far si che il convertitore possa arrivare a convertire la frequenza di trasmissione del ripetitore che, ovviamente, e' un po' differente da quella per la TV Satellitare per cui il convertitore e' stato "disegnato". La distanza tra le frequenze comunque non e' grandissima e la modifica si limita ad una limatura fisica del risuonatore ceramico interno all'oscillatore locale del convertitore (fisicamente e' come una specie di pastiglia)  la quale, così modificata, risuonerà a frequenza utile per il nostro uso. Il sistema necessiterà poi di una parabola da puntare sul ripetitore (in vista ottica) mentre per il trasmettitore potremo usare sempre uno di quelli sopra menzionati, con la relativa antenna.

In questo modo noi trasmetteremo in banda 23 CM e riceveremo in banda 10 Ghz. e, lavorando dunque su due differenti bande di frequenza, potremo anche automonitorarci (ricevendoci sui 10 Ghz) mentre trasmettiamo sui 1240 Mhz., utilissimo anche per vedere noi stessi come impegniamo il ripetitore. Allo stesso tempo ci potranno vedere e sentire coloro che saranno in quel momento sintonizzati sul ripetitore.

6) So costruire ed assemblare ma per le tarature, calibrazioni etc. non so proprio come fare...

Questo e' un problema che in moltissimi hanno e non sanno come fare per risolverlo; una causa certa di rinuncia di molte persone alle realizzazioni elettroniche in radiofrequenza. Per quanto riguarda Genova, l' A.R.I. ha allestito in Sezione un fornito laboratorio di test . Vi sono soci molto preparati tecnicamente che gentilmente, compatibilmente con altri impegni associativi e non, mettono la loro competenza a disposizione di altri soci, meno attrezzati, che pero' siano mossi dal desiderio di realizzare apparecchiature auto-costruite.

Sempre l' A.R.I. ha installato a Genova (Monte Fasce) un ripetitore ATV con ingresso 1280 Mhz ed uscita 10 Ghz. a disposizione di chi desideri utilizzarlo, come peraltro tutti gli altri ponti ripetitori sulle varie frequenze, ovviamente su base legale (possesso di licenza) e a condizione che ne venga fatto un uso educato e rispettoso sia dei corrispondenti che piu' in generale del lavoro (molto) che continuamente alcuni soci, senza fine di lucro ed a beneficio di tutti, soci e non soci A.R.I., svolgono per mantenere tutti gli impianti in perfetto stato di funzionamento.

PONTE ATV IR1UCS

a cura di IK1CER (tnx Gianni)
 con la collaborazione di IK1XCU (tnx Carlo) e IW1RHV (tnx Gianni)

Ubicazione: Monte Fasce
 Ingresso 1280 MHZ - Uscita 10.485 MHZ copertura da 220° a 320°